Per chi non gira la faccia dall' altra parte!Per chi non fa finta di non vedere!
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REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO: CENNI STORICI
L'emendamento, il 2.0.800, sospende i processi penali relativi a fatti commessi fino al 30 giugno 2002 che prevedano pene detentive inferiori ai 10 anni e si trovino in uno stato compreso tra la fissazione dell'udienza preliminare e la chiusura del dibattimento di primo grado.Tra questi figura anche il processo stralcio sui presunti fondi neri di Mediaset nel quale Berlusconi è imputato di corruzione giudiziaria con l'avvocato britannico David Mills.
Il presidente Berlusconi con questa norma e poi con la misura sull'immunità per le alte cariche dello Stato sfuggirà a una sentenza, peraltro di primo grado, ma perderà una grande occasione per dare non solo serietà e corpo alle affermazioni che ha fatto autorevolmente in quest'Aula e in quella della Camera, ma anche per segnare davvero in questa legislatura l'uscita dalla transizione italiana e l'inizio di una nuova era del bipolarismo in Italia.Torneremo a vedere un film già visto, coronato ancora una volta dall'intervento della Corte costituzionale. Non è questa la politica che mi sarebbe piaciuto vedere!
Dedico questo post allo scandalo che ha sconvolto il sistema sanitario italiano. Per la prima volta non stiamo parlando del SUD,ma della capitale del nord,MILANO!!
Truffa al Sistema Sanitario Nazionale ma anche omicidio volontario aggravato da crudeltà e lesioni personali gravissime: con queste accuse la guardia di finanza di Milano ha eseguito quattordici ordinanze di custodia cautelare nei confronti di primari, ex primari e altri medici della clinica privata convenzionata Santa Rita.
Tredici i medici che hanno ricevuto l'ordinanza, insieme al rappresentante legale della casa di cura. Due di loro adesso si trovano in carcere, mentre gli altri dodici sono agli arresti domiciliari. Secondo le prime rivelazioni, diciotto persone sono accusate di truffa aggravata e falso in atto pubblico, tra di loro tre medici accusati anche di lesioni gravissime e omicidio volontario. Anche la clinica Santa Rita deve rispondere in qualità di ente giuridico in base alla legge sulla responsabilità amministrativa degli enti.
In carcere sono finiti Pier Paolo Brega Massone, responsabile dell'Unità Operativa di chirurgia toracica che in un sms si definisce "l'Arsenio Lupin della chirurgia", e Pietro Fabio Presicci, membro dell'equipe di chirurgia toracica. Sono invece agli arresti domiciliari: Paolo Francesco Pipitone, socio unico e legale rappresentante della casa di cura; Sampietro Maurizio, direttore sanitario fino al maggio 2007; Renato Scarponi, capo equipe presso l'Unità Operativa di Ortopedia; Merlano Gianluca, vice direttore sanitario dal novembre 2005 a maggio 2007; Mario Baldini e Paolo Regolo responsabili d'equipe presso l'Unità Operativa di Neurochirurgia; Maria Pia Pedesini, responsabile d'equipe dell'Unità Operativa di Urologia; Augusto Vercesi, responsabile dell'Unità Operativa di Urologia; Giuseppe Sala, responsabile dell'Unità Operativa di Anestesia; Giorgio Raponi, responsabile d'equipe presso l'Unità Operativa di Otorinolaringoiatria, la sua assistente Eleonora Bassanino e Marco Pansera, dell'equipe di chirurgia toracica.
Il leader dell'Italia dei Valori ed ex ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro invita a manifestare martedì prossimo davanti alla Camera dei deputati per protestare contro l'approvazione del cosiddetto emendamento "salva-Rete 4"."Chiunque abbia a cuore la libertà di informazione e il rispetto per la legalità dice il leader dell'Idv - è invitato ad unirsi a noi dell'Italia dei Valori, martedì 27, in piazza Montecitorio, a partire dalle 11, per esprimere la propria disapprovazione nei confronti di quella che sarebbe una nuova, vergognosa, legge ad personam".
Prima delle elezioni Silvio Berlusconi, uscendo da Palazzo Grazioli, replica ai cronisti che gli chiedono quanto sia probabile una cordata italiana per Alitalia. La risposta è chiara: «Penso ci sia la possibilità di concretizzare una cordata italiana in pochi giorni: sono assolutamente fiducioso su questo e credo anche che si possa fare con il sostegno di importanti istituti di credito». «Vista la posizione di Air France non ci resta che dare vita a un'altra offerta che sarà sicuramente presentata da imprenditori italiani insieme alle banche. Si deve dare ad altri la possibilità di conoscere la situazione» ha poi aggiunto Berlusconi.
Dopo le elezioni...Napoli,prmo consiglio dei ministri,Via libera del Senato al decreto che garantisce il prestito ponte da 300 milioni di euro ad Alitalia. L'aula di Palazzo Madama ha approvato infatti, in prima lettura, il disegno di legge di conversione del decreto-legge 23 aprile 2008, n.80 (cosiddetto 'decreto Alitalia'), che prosegue il suo iter alla Camera.Una domanda:DOVE è FINITA LA CORDATA ITALIANA ANNUNCIATA DAL CAVALIERE?DOVE SONO FINITE LE PROMESSE DEL "BUON SILVIO"!possibile che nessun telegiornale ne parli?forse già sentono la pressione del capo del governo!naturalmente pagheremo noi quest altro prestito mica il berlusca!
Ci sarà anche il reato di immigrazione clandestina nel pacchetto-sicurezza che il ministro dell’Interno Roberto Maroni si appresta a presentare al Consiglio dei ministri di domani a Napoli. E, ha dichiarato lo stesso titolare del Viminale, "ci saranno molte misure annunciate e molte altre, in particolare i poteri che vengono dati ai sindaci per contrastare i reati che vengono commessi sul territorio, in modo più efficace". "Tutti i sindaci di destra e di sinistra -ha aggiunto Maroni- ce lo chiedono. Nel pacchetto sicurezza ci sarà anche questa importante novità". Maroni esclude che il reato di immigrazione clandestina sia poco efficace e finirà solo per intasare i tribunali e sovraffollare le cerceri. "Non è così, il reato - ha proseguito il ministro dell’Interno - è previsto nell’ordinamento giuridico di molti paesi europei. Noi prevediamo di introdurlo, sia come deterrente per chi arriva clandestinamente, sia per rendere più efficace il provvedimento di esplusione. Questo è l’intendimento che verrà realizzato così come avviene in tutti i più importanti paesi europei".
Con la benedizione della presidenza del mafioso Andreotti, il socio e "collaboratore" del boss di Villabate è ora la seconda carica dello Stato. Quello che il boss Nino Mandalà chiamava "il cornuto" e che gli ha sistemato un bel po' di affari, Renato Schifani è stato eletto al primo colpo.
Quella che dovrebbe essere l'Opposizione "ferma" del Pd alla maggioranza berlusconiana, non ha posto ostacoli... ha, in buon ordine, abdicato con una "scheda bianca". Quella che si annunciava la "dura" opposizione per la "legalità e la questione morale" dell'IdV di Di Pietro, non ha posto ostacolo, ed anche qui, in buon ordine, ha abdicato con una "scheda bianca" e l'annuncio, come Anna Finocchiaro, del pieno rispetto per la "carica istituzionale".
Non è un incubo, è l'Italia: Renato Schifani, l'autore - insieme agli ulivisti Boato e Meccanico - del famoso "lodo" che voleva garantire l'impunità alle cinque più alte cariche dello Stato, a garanzia totale di Silvio Berlusconi e che è stato dichiarato "anticostituzionale", è ora Presidente del Senato della Repubblica.
Se nessuno ha osato abbondare quell'Aula presieduta - per "anzianità" - da un mafioso accertato con sentenza definitiva, quale è Giulio Andreotti, figurarsi se a qualcuno veniva in mente di ricordare chi è Schifani. Infatti lo hanno tutti applaudito per il suo "sincero" discorso.
Chi è Schifani, quindi, lo ricordiamo noi...
"Schifani disse a La Loggia: ?senti Enrico, dovresti telefonare a Nino Mandalà, perché ha detto che a Villabate Gaspare Giudice non ci deve mettere piede... e quindi c'è la possibilità di recuperare Nino Mandalà, telefonagli'. Il mafioso è quasi divertito. Tanta confusione intorno al suo nome in fondo lo fa sentire importante. Alzare la voce con i politici è sempre un sistema che funziona. E, secondo lui, anche Renato Schifani ne sa qualcosa. Dice Mandalà: ?Simone, hai presente che Schifani, attraverso questo [il candidato di Misilmeri]... aveva chiesto di avere un incontro con me, se potevo riceverlo. E io gli ho detto no, gli ho detto che ho da fare e che non ho tempo da perdere con lui. Quindi, quando ha capito che lui con me non poteva fare niente, si è rivolto al suo capo Enrico La Loggia che, secondo lui, mi dovrebbe telefonare. Ma vedrai che lui non mi telefonerà. Mi può telefonare che io, una volta, l'ho fatto piangere?
Nell'auto di Simone Castello la domanda del boss di Villabate è seguita da qualche secondo di silenzio. Poi le microspie dei carabinieri registrano la storia di un'amicizia tradita. Una storia di mafia in cui i capibastone minacciano e i politici, terrorizzati, chiedono piangendo perdono.
Mandalà la narra con astio, tutta d'un fiato. Torna con la mente al 1995, l'anno in cui suo figlio Nicola era stato arrestato per la prima volta. Accusa La Loggia di averlo lasciato solo, di averlo ?completamente abbandonatoì, forse nel timore che qualcuno scoprisse un segreto a quel punto divenuto inconfessabile: lui e Nino Mandalà non solo si conoscevano fin da bambini, ma per anni erano anche stati soci, avevano lavorato fianco a fianco in un'agenzia di brokeraggio assicurativo.
?Non mi aspettavo che dovesse fare niente, che dovesse fare dichiarazioni alla stampa, ma almeno un messaggio, ?ti do la mia solidarietà', [mr lo poteva mandare]. Stiamo parlando di un rapporto che risale alla notte dei tempi, quando eravamo tutti e due piccoli - lui è più piccolo di me - [nemmeno] mi ricordo quando ci siamo conosciuti. [Ma] suo padre... era mio padre, lui era un cristiano con i cazzi, non [come] questo pezzo di merda... [Poi siamo stati] soci in affari perché abbiamo avuto assieme una società di brokeraggio assicurativo, lui presidente e io amministratore delegato. [Andavamo] in vacanza assieme...'
Il portaordini di Provenzano cerca d'interromperlo, sembra voler tentare di calmarlo: ?Va bene, magari è il presidente [dei senatori di Forza Italia e non si può esporre]...'
?D'accordo, però, dico, in una situazione come questa... Dio mio mandami un messaggio. [Poteva farlo attraverso] ?sto cornuto di Schifani che [allora] non era [ancora senatore], [ma faceva] l'esperto [il consulente in materie urbanistiche] qua al Comune di Villabate a 54 milioni [di lire] l'anno. Me lo aveva mandato [proprio] il signor La Loggia. Lui [Schifani] mi poteva dire, mi chiamava e mi diceva: ?Nino vedi che, capisci che non si può esporre però è con te, ti manda [i saluti]'. No, e invece non solo non mi manda [a dire] niente lui, ma Schifani...'
?Dice che non ti conosce...'
?Schifani, quando quelli là in Forza Italia, gli chiedono ?ma che è successo all'amico tuo, al figlio dell'amico tuo' risponde ?amico mio?...no, manco lo conosco, lo conosco a mala pena'. [Così] il signor Schifani [quando veniva a Villabate] per motivi di lavoro [la consulenza per il Comune] vedeva a me e, minchia, scantonava, scivolava, si spaventava come se... come se prendeva la rogna, capisci? Poi, un giorno, dopo la scarcerazione di Nicola, [io e La Loggia] ci siamo incontrati a un congresso di Forza Italia. Lui viene e mi dice: ?Nino, io sai per questo incidente di tuo figlio...'.
Gli ho detto: ?Senti una cosa, tu mi devi fare una cortesia, pezzo di merda che sei, di non permetterti più di rivolgermi la parola'.
?Ma Nino, ma è mai possibile che tu mi tratti così?'.
?E perché come si deve trattare? Perché non è possibile spiegarmelo. Chi sei?'
?No, ma io non dico questo, ma i nostri rapporti...'
?Ma quale rapporto.'
?Senti possiamo fare una cosa, ne possiamo parlare in ufficio da me?', ?Si perché no...' E ci siamo trasferiti in via Duca della Verdura [lo studio di La Loggia].
"È il primo inciucio di questo inizio legislatura". il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, attacca in modo pensate quello che dovrebbe essere uno dei suoi maggiori alleati, Walter Veltroni, e lo accusa di non fare una giusta opposizione: "Gli interventi di Veltroni e Cicchitto? Un discorso a voce sola - ha commentato Di Pietro, che in Aula ha fatto di tutto per distruggere il clima sereno che si era creato fin da ieri - Il mio partito "non cadrà nella tela del ragno. Noi non abboccheremo e non credo che lo faranno gli amici del Partito democratico. Una cosa è ascoltarla e un'altra è venirle appresso. Faremo un'opposizione "decisa, senza compromessi eppure costruttiva: qualora vi dovessero essere provvedimenti nell'interesse dei cittadini noi li voteremo". Poi l'ex magistrato inizia la sua personale guerra contro il Cavaliere: "Lei è sceso in politica per i suoi interessi personali e giudiziari. Vuole una giustizia forte con i deboli e debole con i forti. A suo uso e consumo. Lei è in conflitto di interessi con se stesso e nessuno può sapere se le decisioni che prende le prende per sè o per altri".

A Chiaiano continua la protesta degli abitanti, contrari all'edificazione della mega discarica all'interno di una vecchia cava di tufo. Si vuole far passare questa protesta come il solito personalismo di chi non vuole accollarsi un problema, ma non è così. Fare la discarica li, significa inquinare le falde acquifere secondo i geologi, perchè il tufo è igroscopico ed è una pietra viva. Anche gli oncologi sono in allarme per la vicinanza di molti ospedali napoletani alla zona interessata al disastro ambientale di stato. Il nuovo governo, sembra aver messo il bavaglio della censura ai mezzi di comunicazione, quali televisione e giornali. Nessuno ne parla se non superficialmente e a Napoli la spazzatura inonda nuovamente le strade. Sono più di tre giorni che giace in decomposizione. Con i 26° di questi giorni l'olezzo comincia a sostituirsi agli odori delle piante in fiore, classico di questo periodo.
Quello che poi non viene detto e che Chiaiano con Capodimonte, è l'ultimo polmone verde di Napoli, destinato ad essere un parco, date le sue caratteristiche ambientali, con tanto di fondi stanziati. Ma ovviamente i nostri politici hanno deciso di distruggere proprio questo paradiso verde pur di nascondere "la polvere sotto il tappeto", per colpa della loro incapacità. La differenziata non parte, i siti di compostaggio sono fermi, ma nessuno si interroga, i giornali tacciono, le televisioni ignorano, ma perchè? La gente comincia ad essere stanca, si sente presa in giro e la tensione sale, non si può umiliare così un popolo, dopo avergli chiesto i voti, dopo tante promesse che dalle nostre parti non sono mai mantenute
Si sta poi applicando una strategia contro la popolazione, che ricorda il periodo del risorgimento coloniale. Fare pagare a Napoli il disastro della spazzatura in decomposizione per le strade, facendo credere che la colpa è di Chiaiano. Mettono fratello contro fratello, cercando di fare scoppiare una guerra dei poveri o più semplicemente il disinteresse della gente. Questo è sbagliato, il problema è di tutti, il problema sono coloro che l'hanno creato, e che ora ce ne fanno pagare le colpe.
Il mio appello va a tutta quella parte di Napoli ancora sana, ai tanti movimenti politici e culturali che caratterizzano il nostro panorama partenopeo. Non lasciamoli soli, qui si parla del nostro futuro, del futuro dei nostri figli, della nostra capacità contrattuale con uno stato padrone. Vorrei vedere le nostre bandiere sventolare, in una mega manifestazione pacifica, per far capire che il popolo napoletano è unito e compatto e pronto a fare fronte comune, per una pacifica affermazione dei propri diritti, da troppo tempo derisi e vilipesi.